Chet e la sua prigione: L’eroina

Girovagando come sempre su internet ho trovato questa affascinante storia sulla dipendenza dall’eroina di Chet Baker. A mio modesto parere credo non sia possibile che un uomo possa resistere a tali dosi. Comunque voglio condividere  con voi questa storia per sapere cosa ne pensiate e se magari questa ”leggenda” possa essere vera.

 



All’apice della sua dipendenza Chet Baker si iniettava eroina 40-50 volte al giorno e inghiottiva fino a 250 pillole di Palfium al giorno!

Il Palfium 875, era un tipo di metadone usato nel trattamento della dipendenza dal’eroina, farmaco che a sua volta creava anche molta dipendenza e ben presto Baker divenne dipendente da entrambi! Durante la sua tournee in Italia Baker ebbe difficoltà a rifornirsene e mandò la moglie Halema in aereo a Monaco, dove il farmaco poteva essereacquistato senza prescrizione medica, non aveva idea che importare droghe fosse illegale in Italia.

Baker aveva bisogno di almeno 200 pillole al giorno per saziare la sua dipendenza e le prescrizioni del Palfium erano limitate a cinque scatole di pillole. Così iniziò persino a rubare le prescrizioni dagli studi dei medici.

Tutto questo fino al 31 luglio 1960. Chet “viso d’angelo” Baker era alla guida della sua Alfa Romeo, si ferma a fare il pieno in una stazione Shell a San Concordio di Lucca. Si chiude in bagno.
Quando molto tempo dopo la polizia fa irruzione nella stanza trovò Baker in piedi davanti a un lavandino in uno stato di torpore, una siringa in mano, le braccia piene di sangue.

“Malfermo sulle gambe e balbettando – come annotarono nel rapporto informativo i poliziotti – lo sconosciuto dichiarò di chiamarsi Baker Chensey Henry, suddito americano, residente a Viareggio, cornettista in un complesso che si esibisce alla Bussola”.

Baker fu arrestato insieme a due medici che gli avevano prescritto il Palfium.

Condannato ad un anno e sette mesi di reclusione nel carcere medievale di Lucca, Baker avrebbe suonato la tromba nella sua cella quasi ogni notte, mentre i residenti locali si sarebbero radunati fuori dal carcere per ascoltare uno dei più grandi jazzisti di tutti i tempi al chiaro di luna.

Precedente Stralci dell'autobiografia di Paul Desmond Successivo La storia di Nick La Rocca