Giant Steps: Il disco immortale

 

Sono passati oltre 50 anni da quando John Coltrane decise di cambiare in modo diretto e rivoluzionario la storia del jazz.

Giant Steps – Passi da Gigante –

Con questo nome, molto significativo, Coltrane si impegnò a disegnare una lunga e diretta linea bianca tra il ”vecchio” jazz e un nuovo modo di intendere questa musica.

Questo album rappresenta in maniera definitiva l’uscita di John Coltrane dall’ Hard Bop e il suo prorompente ingresso nel Jazz Modale.

Giant Steps è stato il primo grande traguardo a livello discografico del sassofonista, una produzione che ha influenzato moltissimi artisti, destando curiosità e voglia di oltrepassare i propri limiti, esplorando nuove dimensioni fino ad allora sconosciute.

Senza ombra di dubbio Giant Steps è uno dei dischi più importanti della storia del jazz, inserito nel 2003, dalla rivista Rolling Stones, tra i 500 album migliori di sempre, più precisamente alla 102esima posizione.

Sette composizioni originali, tutte a firma di John Coltrane, per ”soli” 37 minuti di musica. Pubblicato per l’Atlantic Records nel 1960. Una doppia formazione stellare:

  • La prima entrata in sala di incisione il 4 e 5 Maggio del 1959 con Tommy Flanagan al pianoforte, Paul Chambers al contrabbasso e Art Taylor alla batteria.
  • La seconda entrata in studio il 2 Dicembre del 1959 con Winton Kelly al pianoforte, Paul Chambers al contrabbasso e Jimmy Cobb alla batteria.

Alcuni dei brani dell’album sono diventati degli standard jazz: Giant Steps, Naima, Cousin Mary, Countdown e Mr. P.C. , solamente Spiral e Syeeda’s Song Fluteseppur di grandissimo spessore, sono rimasti in sordina.

Un album, questo, suonato a tutta anche nelle composizioni più ballabili. Giant Steps, che da il titolo al lavoro, è sicuramente il brano  più difficile da interpretare, sia perchè affrontato ad una velocità incredibile, sia per la sua difficoltà armonica. Infatti Giant Steps fu costruito su una prograssione armonica basata su intervalli di terza maggiore ( Questi intervalli sono i ”Passi da Gigante” a cui si riferisce Coltrane).

Nella versione originale del disco si può notare la difficoltà che hanno i musicisti nell’interpretare questo brano. Infatti, si ”limitano” solamente ad accompagnare, senza che nessun componente del quartetto riuscì a imporsi nell’imporvvisazione, lasciando la scena al solo Coltrane. Soltanto un coraggioso Tommy Flanagan provò nell’impresa, che però risultò abbastanza deludente. Si sente infatti tutta la sua difficoltà nel creare delle melodie decenti, questo perchè Coltrane decise di consegnare i brani con le sole linee armoniche direttamente in sala di incisione, senza permettere ai suoi compagni di poter studiare prima i pezzi.

Un’altra composizione che merita enorme considerazione è Naima, brano che John Coltrane dedicò alla sua prima moglie ”Juanita Naima Grubb”. Un brano a cui Coltrane teneva in modo particolare, infatti in tutta la sua carriera furono innumerevoli le occasioni (sopratutto nei live) in cui ripropose questa composizione, spesso modificandola, sperimentando nuove strade come quella del Free Jazz. Il brano, dopo essere stato provato molte volte, fu registrato definitivamente il 2 Dicembre 1959.  Naima è una lenta ballad dal passo allungato, dominata dal sassofono di Coltrane, con l’aggiunta di un breve assolo di Kelly al pianoforte. Il biografo di Coltrane Lewis Porter sottolinea che le linee di basso della composizione furono accuratamente provate da Coltrane e Chambers, in particolare per studiare l’attacco iniziale del pezzo.

La grandezza di questo lavoro, come sottolineato in precedenza, è stata la nuova strada armonica che Coltrane inventò. Una scoperta nata da un esercizio che il sassofonista aveva scritto per migliorare le sue capacità tecniche sullo strumento. Questa tecnica che caratterizza appunto il suo lavoro discografico fu chiamata ”Coltrane Changes”.

Lo schema riportato è stato preso dal sito Jazzitalia

Detto questo, anche se molto poco, va aggiunto che Giant Steps, forse insieme a ”Love Supreme” è il disco più rappresentativo di John Coltrane. Un disco che ancora oggi è studiato ed analizzato in tutte le scuole. Questo per dire che, questa produzione, ha rivoluzionato in maniera positiva il mondo della musica, sopratutto quella moderna.

E’ ancora oggi un banco di prova per moltissimi artisti, che riconoscono il grande volore di questo lavoro.

« Non c’è mai fine. Ci sono sempre dei suoni nuovi da immaginare, nuovi sentimenti da sperimentare. E c’è la necessità di purificare sempre più questi sentimenti, questi suoni, per arrivare ad immaginare allo stato puro ciò che abbiamo scoperto. In modo da riuscire a vedere con maggior chiarezza ciò che siamo. Solo così riusciamo a dare a chi ci ascolta l’essenza, il meglio di ciò che siamo. Ma per farlo dobbiamo continuare a pulire lo specchio. »

Giant Steps, segna la fine di un’era e l’inizio della rivoluzione musicale.

 

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