La bellissima e curiosa storia di Desafinado

 

Siamo in Brasile, più precisamente nel 1958. I protagonisti di questo racconto sono due artisti che hanno segnato la storia della bossa nova: stiamo parlando di Antonio Carlos Jobim e Newton Mendonca.

I due musicisti erano molto amici e spesso si trovavano in riunioni musicali nella casa di Mendonca, dove cercavano di creare nuove composizioni. Inutile dire che spesso ci riuscirono, tanto che da quegli straordinari incontri  nacquero pezzi come: Discussao, Samba de uma nota sò e molti altri brani.

I due erano molto conosciuti nell’ambiente musicale Brasiliano e varcavano spesso anche i confini del sud america per proporre la loro musica in contesti ben diversi, ma nonostante il loro successo dovevano fare ancora i conti, dati i magri guadagni, con le serate nei più svariati locali di Rio De Janeiro, serate che gli permettevano di arrotondare le loro entrate ed avere una sicurezza economica più stabile.

La cosa più frustrante era che ogni sera (questo capitava molto spesso) dovevano accompagnare cantanti che loro ritenevano stonati e di poca classe, il che li urtava moltissimo perchè erano costretti ad abbassare il loro livello professionale per arrivare dignitosamente a fine mese.

In uno di questi incontri musicali tra Jobim e Mendonca, uscì fuori il celebre brano Desafinado, ancora oggi cantato e suonato in tutti i club del mondo, dedicato a tutti quei cantanti stonati che erano costretti ad accompagnare.

Il loro obbiettivo era quello di creare un pezzo apparentemente semplice che però a livello armonico e ritmico aveva moltissime insidie e difficoltà. Un pezzo, appunto, che potesse regalare una brutta figura a tutti quei cantanti più deboli e meno bravi tecnicamente, che non sarebbero riusciti ad interpretarla, cadendo in figuracce davanti al pubblico.

Insomma detta in modo semplice: Una vera e propria vendetta.

Jobim e Mendonca allora iniziarono a proporla a qualche artista per immettere la loro composizione nel mercato musicale. Un giorno i due la fecero ascoltare al loro amico Joao Gilberto, che non ci pensò su due volte e disse:”Questa è Mia”. Così nel 1958 il cantante e chitarrista Joao Gilberto la incese su un suo 78 giri.

La voce di Jao Gilberto non era certo di grande impatto, ma faceva scuola. Lui con il suo poco materiale e con il suo timbro basso (quasi come se stesse parlano sottovoce) riuscì ad interpretare al meglio questo pezzo, dando una lezione di canto a tutti i virtuosi del tempo e delineando così il giusto modo di interpretare questo genere musicale.

Il testo della canzone ha qualcosa di magico e molto ironico. Niente è messo li per caso.  Il protagonista infatti è un cantante che difronte al suo amore cerca di giustificare la sua voce stonata:

”Se mi dici che stono amore, sappi che questo mi provoca un immenso dolore”.

La frecciatina più grande i due compositori la puntano però contro il nuovo gruppo di giovani che stavano emergendo in quel momento e che si sentivano padroni e padri della Bossa Nova. Jobim e Mendonca si riferiscono sopratutto a (Ronaldo Boscoli, Carlos Lyra, Nara Leao e molti altri). Ovviamente queste frasi non devono essere intese in maniera offensiva, ma semplicemente ironiche nei loro confonti:

”Se insisti a classificare il mio comportamento come anti musicale io, a costo di mentire, devo rispondere che questo è bossa nova, questo è molto naturale”.

Il successo di questo brano e dell’esportazione della bossa nova in nuovi contesti musicali avvenne nel 1961, quando il chitarrista Charlie Byrd, durante una sua tourneè in brasile, ebbe modo di conoscere questo genere musicale e al suo rientro negli Stati Uniti, mise in valigia una miriade di album e musica brasiliana tra cui anche quella di Joao Gilberto.

Questa musica finì nelle mani del sassofonista Stan Getz, che rimase incantato di fronte a questo ritmo così coinvolgente e decise di incidere un disco dal nome Jazz Samba che fece un successo clamoroso.

Jazz Samba fu inciso il 13 Febbraio 1962 per la Verve Records.

Grazie a questo disco la carriera di Stan Getz si rilanciò, diventando uno dei punti di riferimento della bossa nova. Infatti riuscì a fondere il suo modo Cool e tradizionale a questa nuova ritmica, creando così una cosa che era praticamente una assoluta novità nell’ambito musicale.

Quando saliva sul palco durante le esibizioni, Stan Getz presentava ogni volta il brano Desafinado dicendo: ”Questo è il pezzo che pagherà gli studi ai miei cinque figli”.

Di li a poco divenne una vera e propria moda e moltissimi altri artisti vollero incidere Desafinado partendo da Ella Fitzgerald che la rielaborò in chiave samba, Coleman Hawkins che però toccò il fondo del barile in quanto nel disco Desafinado – Coleman Hawkins Plays Bossa Nova & Jazz Samba si sente chiaramente che queste ritmiche erano fuori la sua portata, Quncy Jones e molti altri ancora.

Mendonca purtroppo non ebbe modo di assistere a questo straordinario successo di Desafinado, in quanto morì nel 1960.

Secondo alcuni, parte testo sarebbe stato scritto da Ronaldo Boscoli al quale non fu mai riconosciuto alcun merito.

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