Louis Armstrong e Sanremo

 

Era il lontano 1968, a Sanremo si respirava un’aria di lutto data la recente scomparsa di Luigi Tenco. I big Italiani in gara erano molti, così come molti erano gli artisti stranieri presenti in quell’edizione.

Tra questi spiccava il nome di Louis Armstrong (detto anche Satchmo)! il presentatore invece era un giovane proveniente da Catania: Pippo Baudo, che presentava la sua prima edizione del Festival.

Fra le tante storie che caratterizzarono quell’edizione del festival ci piacerebbe raccontare proprio quella che riguardò la leggenda del jazz Louis Armstrong.

Il trombettista americano partecipò alla gara con il brano ” Mi va di cantare” composto da Giorgio Bertero, Marino Marini, Aldo Valleroni e dal gastronomo Vincenzo Buonassisi. Lo stile era simile ad un motivetto Dixieland tipico degli anni ’20 che avrebbe dovuto risaltare le caratteristiche e la personalità di Louis Armstrong. Questo purtroppo risultò un misero fallimento in quanto la sua abilità con l’Italiano era pessima e quindi, per forza di cose, si ritrovò costretto a leggere il testo da un foglio di carta poggiato sul palco dell’Ariston, costringendo il trombettista in una esibizione con il capo inchinato, senza mai guardare la platea.

Nonostante tutti questi problemi il pubblico apprezzò l’esibizione dello zio Satchmo, all’epoca sessantaseienne, che decise quindi di continuare nell’esibizione pensando che dovesse prolungare la sua performance in un mini – set di 45 minuti, dato che secondo lui il cachet di 32 milioni era troppo elevato per poter suonare un solo brano. Tutto ciò andava contro la rigidità delle regole di cui il festival si avvaleva e quindi, il giovane Pippo Baudo fu costretto dal patron Gianni Ravera a irrompere in scena sventolando un fazzoletto bianco e togliendo la tromba dalla bocca dell’artista.

Purtroppo anche a distanza di molti anni non si ha un video che possa testimoniare ciò che sia successo realmente quella sera al teatro Ariston di Sanremo. L’unico documento che resta a nostra disposizione è questo fermo immagine che abbiamo inserito all’inizio del nostro articolo. Un’immagine che rappresenta un Pippo Baudo vergognato e abbastanza teso di fianco al gigante Louis Armstrong che non riusciva a capire cosa stesse succedendo.

Comunque il brano in questione arrivò in finale, ma non vinse e non venne premiato.

Si presume comunque che Louis Armstrong fosse allo scuro della sua iscrizione al concorso. Probabilmente se avesse saputo che dopo molti anni di carriera avrebbe dovuto sottoporsi al giudizio di persone a lui sconosciute, avrebbe declinato l’invito sentendosi terribilmente offeso.

Per fortuna la storia si concluse nel migliore dei modi, ma non poteva essere altrimenti, data la riconosciuta eleganza ed educazione del genio di New Orleans.

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